Il sonno è una fase importantissima della nostra esistenza e di primaria importanza per l’equilibrio e il ristoro del nostro organismo: è il momento in cui vengono “ricaricate” le batterie del nostro corpo. È una fase attiva della nostra vita (tanto quanto la veglia), in cui c’è un’intensissima attività cerebrale e ormonale: il consolidamento della memoria, il recupero fisico, la prevenzione delle malattie cardiovascolari, la regolazione e protezione del sistema immunitario e delle emozioni, il benessere psicologico, sono soltanto alcuni degli innumerevoli benefici che ci apporta questo stato di riposo. 

Dalla qualità del sonno dipende il benessere di ogni persona: quando abbiamo una condizione di assenza o mancanza di sonno il recupero delle energie fisiche e mentali viene meno: questo pregiudica la qualità della vita quotidiana oltre ad esporre la persona ad un aumentato rischio di sviluppare infarti, ictus, patologie come diabete, obesità, ipertensione arteriosa, depressione, ma anche eccessiva sonnolenza diurna, disturbi di concentrazione, stanchezza significativa, ansia, irritabilità, calo della libido, disturbi dell’umore. 

Un terzo della nostra vita lo passiamo dormendo: non è un optional dormire bene! È imprescindibile per la nostra sopravvivenza. 

Ancora più importante del numero di ore in cui dormiamo, è la qualità del sonno: il nostro riposo deve essere qualitativamente valido e ristoratore. 

La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) è una malattia molto frequente, spesso non diagnosticata, che rappresenta uno dei principali disturbi del sonno. Il collasso dei tessuti situati nella parte posteriore della gola genera una chiusura (apnea) parziale o totale della via aerea interrompendo la normale respirazione durante il sonno. Queste continue pause, inconsce ed incontrollabili, portano ad una diminuzione della percentuale di ossigeno nel sangue, impedendo il compimento di tutte le attività notturne di rigenerazione del nostro organismo. 

Successivamente alla chiusura della via aerea, il respiro riprende in seguito ad uno “sblocco” in cui si verifica un brevissimo risveglio di cui molti pazienti non si ricordano, per poi riprendere a dormire. Questi continui risvegli durante la notte provocano un sonno fortemente disturbato, frammentato e qualitativamente scarso. 

Al contrario di quanto si possa pensare non c’è una correlazione con il naso, infatti le apnee notturne riguardano esclusivamente le vie aeree superiori.

Questa patologia è estremamente diffusa, i dati sono allarmanti: ne soffre un uomo su due ed una donna su quattro! Può presentarsi anche in giovane età. 

Tale sindrome negli ultimi 20 anni è aumentata notevolmente a causa dell’incremento dell’obesità, pur non riguardando solo questa tipologia di pazienti: è infatti largamente diffusa anche negli individui normopeso. La sua prevalenza aumenta anche nelle donne in menopausa e negli ultimi mesi della gravidanza, oltre coloro che fanno uso di fumo, alcol, farmaci miorilassanti e sedativi.

La quasi totalità di soggetti affetti da OSAS russa: il movimento forzato di aria attraverso un passaggio ristretto genera un flusso turbolento, che dà origine al tipico rumore del russamento: quest’ultimo costituisce un fenomeno che non può e non deve essere sottovalutato, in quanto rappresenta un segnale importantissimo che può indicare la presenza di apnee notturne, soprattutto se associato a sonnolenza diurna e alla sensazione di trascorrere delle notti non riposanti.

Un sonno qualitativamente scarso si ripercuote negativamente non solo sulla salute e sulla qualità della vita, ma anche sull’aumento del numero di incidenti stradali. 

È documentato che è proprio la Sindrome delle Apnee notturne, la prima causa di incidenti senza segni di frenata e che quasi un incidente stradale su quattro è dovuto a questa patologia.

Rispetto ad altre cause, questi scontri sono caratterizzati da una mortalità maggiore, causati proprio dall’eccessiva sonnolenza.

Da febbraio 2016 tutti i soggetti con OSAS diagnosticata o sospetta possono circolare con i propri veicoli, ma dimostrando di essere in cura per questa sindrome e di avere un adeguato controllo dei sintomi.

Una visita approfondita con l’Odontoiatra Specialista in disturbi del sonno sarà basilare per poter capire se il paziente in esame presenta delle caratteristiche compatibili con le OSAS, guidarlo negli approfondimenti necessari e affiancarlo nel suo percorso per evitare aggravamenti del quadro clinico.

Se necessario sarà richiesto al paziente di effettuare un’indagine non invasiva chiamata Poligrafia ( o Polisonnografia senza EEG), ovvero un monitoraggio cardiorespiratorio effettuato durante una normale notte di sonno nel proprio letto di casa, grazie a cui si evince con precisione l’entità delle apnee e si stabilisce la futura terapia che cambia in base alla gravità delle stesse.

Nei casi lievi e moderati, la terapia odontoiatrica si avvale di dispositivi tipo bite chiamati MAD (dispositivi di avanzamento mandibolare) che favoriscono la respirazione e un corretto passaggio di aria;  devono essere costruiti su misura e personalizzati in base alle caratteristiche del singolo paziente. Questo è il segreto della loro efficacia clinica dimostrata negli anni da un elevato numero di ricerche scientifiche.

Vengono indossati durante il sonno e agiscono mediante la protrusione transitoria della mandibola, la quale torna correttamente al proprio posto una volta rimosso il dispositivo.

Nei casi di apnee più gravi si ricorre all’utilizzo della terapia ventilatoria ad aria compressa (CPAP) o terapia chirurgia maxillofacciale; i MAD, grazie al loro confort e facilità di utilizzo, possono essere comunque utilizzati anche in questi due casi, soprattutto quando la CPAP non è tollerata dal paziente. 

Nei casi di soggetti russatori dove le apnee notturne sono inesistenti, ma incidono comunque sulla vita di relazione, si può prevedere una risoluzione chirurgica di pertinenza otorinolaringoiatrica o conservatrice attraverso gli stessi dispositivi di avanzamento mandibolare utilizzati per i soggetti OSAS. 

In conclusione, i disturbi del sonno rappresentano un problema sociale e sanitario davvero rilevante: influiscono seriamente sulla vita di relazione, sulla qualità della vita, oltre ad essere una delle cause di morte improvvisa, malattie metaboliche e cardiovascolari.

Gli studi parlano chiaro: circa l’80% delle persone non sono identificati come soggetti OSAS.

Se russi o ti dicono che lo fai, hai sonnolenza durante il giorno, ti svegli stanco, non dormirci su! 

È caldamente consigliato sottoporsi ad una visita specialistica con il Dentista Specialista in Disturbi del Sonno che potrà indicare il tipo di strada giusta da seguire attraverso un iter personalizzato e studiato appositamente per ogni specifico caso.

Temi che tu o tuo figlio possiate soffrire di questa sindrome?

Chiama subito per prenotare un appuntamento con la dottoressa Virginia Reali, odontoiatra specialista nella Sindrome delle Apnee Notturne.

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